La terapia ad ultrasuoni

 

Introduzione

Sono numerose le apparecchiature di uso medico o dei centri estetici che si avvalgono della tecnologia a ultrasuoni per contrastare gli instetismi della cellulite.

Due le ragioni che li rendono adatti per il trattamento dei depositi adiposi e dei cuscinetti più resistenti:

1. Gli ultrasuoni riescono ad attraversare gli strati cutanei e a raggiungere i tessuti più profondi tramite la semplice applicazione dall'esterno.

2. Una volta penetrati sottopelle agiscono come un'onda d'urto che, in base alla potenza d'emissione, mobilizza sempre più le cellule adipose fino a comprimerle e a provocare la rottura della loro membrana esterna (lipo-lisi. In questo modo il grasso contenuto al loro interno fuoriesce e può essere smaltito dagli organi emuntori, come fegato e reni.

Per il trattamento della cellulite gli ultrasuoni vengono impiegati da soli o combinati con altre tecnologie. In base alla potenza con cui sono emessi, ad applicarli può essere l'estetista o il medico estetico.

Si definiscono ultrasuoni onde con frequenza tale da non poter essere percepite dall'orecchio umano: essendo il range di percezione uditiva compreso tra 50 Hz e i 16 - 20 KHz, definiamo ultrasuoni le onde con frequenza superiore ai 16 - 20 KHz.

Il campo di applicazione degli ultrasuoni è vasto. In medicina diverse sono le applicazioni diagnostiche ( doppler, ecografia, ecocardiografia ) e non mancano quelle terapeutiche che sfruttano vibrazioni meccaniche e l'effetto termico prodotto ( ultrasuonoterapia ).

Indicazioni terapeutiche

Gli ultrasuoni trovano particolari indicazioni in campo fisioterapico per la cura di: spasmi muscolari, artriti, borsiti periartriti, artrosi, radiculiti ecc. Di Carlo, nel 1986, propose per la prima volta l'uso degli ultrasuoni in medicina estetica ad una frequenza di 3 MHz; in tale modo si riduceva la profondità d'azione. Lo scopo era quello di favorire la penetrazione di un principio attivo topico nel trattamento della " cellulite ".

Gli ultrasuoni sono le onde con frequenza superiore ai 16 - 20 KHz. Tali frequenze si ottengono grazie all'effetto elettrico che si ottiene per l'interazione di un elettrodo con particolari cristalli ( quarzo, tormalina, altro ) la carica elettrica applicata a tali cristalli determina una vibrazione meccanica ad alta frequenza. In campo terapeutico le frequenze utilizzate sono da 0,5 a 3W/cmq a seconda dell'indicazione.

Gli ultrasuoni sono costituite da onde di energia meccanica emesse ad alta frequenza ( 3MHz ) che interagiscono con il materiale biologico determinando una denaturazione per perdita della struttura spaziale delle molecole, questo produce sia alterazioni metaboliche che strutturali delle cellule sottoposte al trattamento.

Viene descritta una tecnica modificata nell'applicazione degli ultrasuoni a 3MHz: IDROLIPOCLASIA ultrasonica ( ILCUS ): previa infiltrazione di soluzione fisiologica o di acqua bidistillata, per la metodica dell'idrolipoclasia ultrasonica nel trattamento dell'adiposità localizzata iperplastica e mista prevalentemente iperplastica. Ultimamente in campo medico l'idrolipoclasia viene sperimentata per il trattamento dei lipomi soprafasciali.

I controlli con RMN pre-post trattamento evidenziano la scomparsa dei lipomi. Effetti biologici degli ultrasuoni Dobbiamo immaginare l'onda ultrasonica come un forte vento che incide sul materiale biologico con una potenza proporzionale all'intensità degli ultrasuoni.

Gli effetti prodotti dagli ultrasuoni sul materiale biologico possono essere raggruppati in: TERMICI di CAVITAZIONE MICROMECCANICI Gli effetti termici degli ultrasuoni sono da attribbuire all'effetto Joule.

L'onda meccanica degli ultrasuoni determina movimenti molecolari che aumentano l'energia cinetica delle molecole: per la legge Joule l'energia potenziale di cariche elettriche in movimento viene in parte ceduta sottoforma di calore. Ne consegue un aumento della temperatura del materiale biologico che quando supera il valore fisiologico di 37°C può determinare l'inizio della denaturazione proteica e quindi la perdita delle funzioni cellulari.